LA CATTEDRALE DI S. CATALDO

TARANTO

  La Cattedrale sorge sulle rovine di un tempio pagano, ed ha subito distruzioni e notevoli   trasformazioni, qualche volta davvero indiscriminate, nell'arco di tempo che va dal III° - IV° secolo   sino ad oggi. Ciò nonostante, il suo aspetto odierno conserva uno splendore davvero   eccezionale.Nel luogo in cui insiste l'attuale chiesa esisteva un edificio sacro già agli inizi del VII   sec. Il Blandamura sostiene che l'edificio doveva probabilmente risalire al IV sec. epoca della   fondazione delle prime basiliche cristiane. La Cattedrale di Santa Maria, così si chiamava l'antica   chiesa, non si salvò dalla distruzione della città operata nel 927 dai Saraceni ed il suo ripristino fu   previsto nel programma di ricostruzione della città predisposto nel 963 da Niceforo Foca,   l'imperatore di Costantinopoli. L'arcivescovo Drogone dispose di distruggerla dalle fondamenta e   di edificare al suo posto una nuova Cattedrale. Durante i lavori fu rinvenuto il corpo di San Cataldo.   Pochissime però sono le notizie disponibili in ordine ai lavori di demolizione del vecchio edificio e   di costruzione della nuova Cattedrale. Di tutto il nucleo principale dell'edificio una datazione certa è   possibile soltanto per la pavimentazione a mosaico della navata centrale, la cui stesura fu eseguita   nel 1160. A questa data l'edificio doveva essere costituito dal capocroce e dalle tre navate oltre che   dalla Cappella di S. Cataldo (succesivamente ampliata), situata a destra dell'abside, e della cappella   eretta sul luogo del rinvenimento dei resti del Santo (successivamente incorporata con la   costruzione del vestibolo e trasformata in Battistero), situata, ortogonalmente, a sinistra della    Facciata. L'aspetto della Cattedrale quale si presentava nel XII sec. è stato profondamente   modificato da una serie di interventi architettonici, i più significativi dei quali risalgono al XIV sec., al   XV, al XVII e al XIII sec..Nel XIV sec. fu costruito il vestibolo. contemporanea dovette essere la   costruzione della torre Campanaria demolita durante il restauro del 1952. Al XVI sec. risalgono la   Cappella del SS. Sacramento, a sinistra dell'abside e quella laterale del SS. Crocifisso. Nel XVII sec.   fu realizzato il "Cappellone", come si rileva da una targa marmorea situata sul muro perimetrale   esterno del Cappellone. Nella seconda metà dello stesso secolo ebbe inizio una serie di lavori di   arricchimento artistico di ispirazione barocca che interessano la stessa Cappella di S. Cataldo, la   Cappella del SS. Sacramento e culminarono, nella prima metà del XVIII sec. con la doratura del   soffitto a cassettoni e con la realizzazione della nuova facciata promossa dall'arcivescovo Stella ed   eseguita dall'architetto leccese Mauro Maniero e datata 1713. Sempre al XVIII sec. risalivano le   cappelle laterali aperte in successione per tutta la lunghezza di entrambe le fiancate dell'edificio,   anch'esse demolite durante il restauro di "liberazione", esso si propose infatti di ripristinare,   quanto possibile, l'aspetto dell'epoca normanna. Delle realizzazioni architettoniche successive   sono state conservate il "Cappellone", la Cappella del SS. Sacramento e quella del SS. Crocifisso,   oltre al vestibolo ed alla facciata settecentesca. Sono state demolite, invece, le quattordici cappelle   laterali settecentesche e la torre Campanaria trecentesca, sostituita da un campanile nuovo,   realizzato in stile romanico. Nel 1701 l'Arcivescovo Drogone la ricostruì nello stile romanico   setacciando le macerie create dalle continue scorrerie barbare e saracene.
  Nella seconda metà del 1500 fu quasi rifatta. Nella seconda metà; del 1800 fu restaurata   dall'Arcivescovo Rotondo e modificata ancora dall'Arcivescovo Bernardi, dopo il conflitto 1940-45.