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Sorge, questa antica chiesa
di S. Domenico, dove in età bizantina c’era un insediamento monastico denominato
S. Pietro Imperiale, il cui nucleo originale sembra preesistesse al IX secolo,
all’ insediarsi cioè dei Domenicani in età angioina. La chiesa fu ricostruita
nel 1302 per volere di un nobile di origine provenzale, Giovanni Taurisano, che
era al seguito di Carlo I D’Angiò. Una iscrizione rinvenuta nel 1926 dallo
storico Giuseppe Blandamura e collocata tra il rosone della facciata e la parte
superiore del tabernacolo, rileva che la chiesa fu costruita "sub anno Domini
MCCCII". Il nuovo tempio ricostruito dal Taurisano fu retto dai padri
Domenicani sin dal 1315, per cui prese la denominazione di S. Domenico in
Soriano o Maggiore. Nel tempo i Domenicani fecero costruire all’interno del
Tempio tre cappelle votive dedicate a tre Confraternite: quella del Santo
Rosario, del Nome di Dio, e dell’Addolorata. Con la soppressione degli Ordini
religiosi, e con la destinazione della chiesa e del monastero a caserma per
trecento uomini, ad opera dei francesi nel 1801, i Domenicani abbandonarono la
chiesa, che tornò alla Mensa Arcivescovile quale "ausiliatrice della
Cattedrale". Il giorno di Natale del 1964 crollò il soffitto: i lavori di
restauro affidati alla Sovrintendenza alle Belle Arti, hanno riportato il
monumento alle sue strutture trecentesche, mettendo in evidenza archetti e
monofore, il quadrato del transetto (che già preannuncia, con le sue ogive,
l’irrompere del gotico anche qui da noi) e soprattutto rilevando preesistenti
fondazioni appartenute ad un tempio greco che si può far risalire al VI-VII
secolo a.C.
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