ITINERARI TURISTICI IN PROVINCIA DI BARI

 

Il fascino suadente di una terra antica in cui fanno da protagonisti sole e mare, natura e gastronomia , cura per la terra con i suoi vividi colori e le sue prelibatezze ed un altopiano che si staglia fiero: questa è l’antica ‘Peucetia’, oggi meglio conosciuta come Terra di Bari.

Geograficamente si estende sulla costa adriatica da Barletta a Monopoli e penetra nel Parco nazionale dell’Alta Murgia, fino al confine con la Basilicata; morfologicamente si presenta, invece, come sospesa tra pietra e mare.

Terra poliedrica, dai molteplici volti che offre al visitatore un ampio ventaglio di percorsi da intraprendere per la sua scoperta: dal paesaggio balneare per il turista che ama il mare alla possibilità di inoltrarsi verso rotte più impervie per il turista che ama l’avventura.

La costa a nord di Bari offre spiagge di sabbia o sassi ed un mare cristallino mentre quella a sud, con le sue cale, invita alla pesca subaquea.

Ci si può piacevolmente perdere passeggiando tra le viti e gli ulivi alla vista di incantevoli scenari naturalistici; si può scegliere di esplorare i bucolici borghi della rilassante campagna o di immergersi nell’operosità cittadina della costa settentrionale oppure di intraprendere un viaggio nella memoria  secolare sulle tracce dei nostri primitivi avi.

I primi insediamenti in Terra di Bari, risalgono al Paleolitico: ne è preziosa testimonianza uno scheletro rinvenuto nei pressi di Altamura, in località Lamalunga, e del Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Reperti storici del Neolitico sono rappresentati da numerosi monumenti megalitici come i dolmen del territorio tra Bisceglie, Corato e Giovinazzo.

Sin da allora la regione, grazie alla sua strategica posizione, è stata luogo di transito,costa ricca di approdi, zona appetita dalla brama di popoli conquistatori.

All’inizio del I millennio a.C., gli illirici Iapigi, che dettero origine all’etnìa dei Peuceti, vi approdarono dai Balcani seguiti da colonizzatori provenienti dalle Isole Egee e dall’Asia Minore.

Il séguito storico del territorio può essere riletto archeologicamente anche attraverso le strade che vennero costruite per favorire il transito di persone, merci ed animali.

La via Traiana di cui ora conserviamo solo cippi, colonne miliari ed importanti resti, tagliava l’intera regione e la collegava all’Impero fornendo a Roma un’efficace arteria di comunicazione per gestire i rapporti con la provincia.

Nell’ IX secolo il territorio conobbe la dominazione normanna, celebrata con la costruzione di imponenti cattedrali ed importanti opere di fortificazione.

Le spoglie di San Nicola trasportate dall’Asia Minore a Bari, attirarono i pellegrini di tutta Europa ed al contempo la città divenne punto di partenza per le spedizioni dei Crociati in Terra Santa.

Il massimo fulgore si manifestò sotto la dinastia sveva ed in particolare sotto  Federico II che lasciò mirabili tracce del suo potere ed esaltanti impronte del proprio gusto nelle fortificazioni ed ancor più nello strabiliante Castel del Monte, esoterico capolavoro a pianta ottagonale.

Dopo un periodo di declino e di trascuratezza iniziatosi ad intravvedere sotto le dominazioni angioina e poi aragonese, finalmente con il ‘700 ed i Borboni, Bari conobbe un rifiorire culturale ed architettonico. Carlo III fece costruire nuove strade ed emerse il bisogno di ampliare il tessuto urbano oltre le mura della città vecchia, progetto che venne realizzato in grande stile durante il vicereame di Gioacchino Murat, nei primi dell’ 800.

Nel corso del ‘900 assistiamo alla costituzione dell’assetto urbanistico fascista, al fenomeno di promozione culturale per mezzo delle case editrici ed alla nascita della Fiera del Levante: da questo momento Bari si è caratterizzata come metropoli mediterranea con il pallino degli affari e tutt’oggi viene considerata una delle realtà più attive e dinamiche del Sud Italia.

Cattedrali e castelli sono il tratto distintivo dell’architettura del territorio.

La Cattedrale, costruita a Bari per accogliere le spoglie di San Nicola è il canone di riferimento per le altre chiese, autentici gioielli del romanico, che impreziosiscono Trani, Bitonto, Bisceglie, Ruvo di Puglia e Giovinazzo.

Le rocche e le fortificazioni degli inizi del ‘200 sono invece segni visibili della potenza degli Svevi: quelle di Barletta e di Bari erano i capisaldi del sistema difensivo che correva lungo tutta la Puglia ma da non perdere è anche la visita al

castello di Gioia del Colle e Castel del Monte.

Nelle piccole città e nei paesi sopravvive poi un patrimonio folclorico molto

sentito: feste religiose e sagre in ogni stagione dell’anno, processioni per mare,

confraternite che animano le ricorrenze, maestose feste per i patroni protettori e rievocazioni di eventi storici.

Interessanti percorsi enogastronomici offrono un’immersione nei sapori caratteristici della Terra di Bari. Le strade del gusto includono Trani (il Moscato), Barletta (il Rosso)

Bari

Itinerario 1:

Corso Vittorio Emanuele- Centro storico- Piazze del Ferrarese e Mercantile- Castello Svevo- Fiera del Levante- Oltre l’hinterland.

A Bari convivono molte anime. Quelle più immediatamente individuabili sono quella medievale della città vecchia e quella razionale del borgo murattiano.

Una diritta striscia di asfalto, l’ampio e luminoso Corso Vittorio Emanuele, divide la città in due parti distinte, quasi a segnare i confini di due epoche.

Qui la città moderna appare operosa d’indipendenza, dinamica e funzionale con le sue ampie e lunghe strade a scacchiera, quartieri a reticolo tracciati nell’Ottocento in cui si affacciano gli edifici sorti nel corso della sua prodigiosa espansione urbanistica.

Dagli ottocenteschi palazzi neoclassici a quelli liberty dei primi del Novecento per arrivare fino agli esempi di art déco e alle interessanti testimonianze del rinnovamento urbanistico degli anni Trenta.

Nel budello di Bari vecchia (parte separata, mediante il razionale borgo murattiano, da corso Vittorio Emanuele II) si respirano il suo carattere prettamente popolare e la sua storia millenaria: per cogliere i lasciti artistici ed architettonici basta sfiorare con la mano le pietre delle case erose dal tempo, camminare per i stretti vicoli dissestati oppure osservare quei gesti che si ripetono da sempre come lo stendere i panni ad asciugare al sole ed avvertire penetrante quell’ odore di sapone marsigliese che tipicamente si diffonde per le viuzze.

Il ricordo degli ardimenti marinareschi del Medioevo è pressoché intatto nel dedalo di viottoli e di corti della città vecchia, gelosa custode di insigni monumenti.

Nel tessuto del borgo vecchio le case abitate dai funzionari del governo e dai mercanti ricordano le tipologie lagunari e gli stessi luoghi sacri che s’incontrano

lungo i vicoli sembrano legati ad una sorta di devotio veneziana.

Qui, per assaporare i gioielli del romanico pugliese e le successive stratificazioni di stile veneziano e barocco l’ideale è avviarsi a piedi lungo le panoramiche mura fortificate  percorrendo un tratto del Lungomare Imperatore Augusto per poi addentrarsi nel dedalo raggrumato attorno alla Cattedrale Vecchia ed alla Basilica di San Nicola, simboli ed anima della città.

L’itinerario può proseguire visitando il vecchio centro politico e commerciale di Bari: le Piazze del Ferrarese e Mercantile.

Piazza del Ferrarese si apre sul sito di una delle porte di accesso alla città medievale e deve il nome ad un mercante di Ferrara che qui abitò nel corso del Seicento.

Oggi il grande spazio è sede di un popoloso mercato rionale ma sulla sinistra vi si scorge l’abside, di evidente impronta romanica, della medievale chiesa della Vallisa ( sec.XI, oggi sconsacrata ed ampiamente restaurata ).

Qui si può ammirare anche Palazzo Starita con il suo orologio solare in facciata.

Quasi a chiudere la prospettiva di corso Vittorio Emanuele II, sorge il profilo del politeama Margherita che si affaccia sul porto vecchio. Gioiello del liberty italiano, fu costruito nel 1914 su progetto dell’ingegner Francesco De Giglio, nel luogo dove prima sorgeva una struttura lignea adibita per pubblici spettacoli ed andata distrutta da un incendio.

Fu a lungo tempio del varietà e del cafè chantant ma venne chiuso nel 1977. Ora un piano di restauri vorrebbe riportarlo alla sua funzione originaria.

Alle spalle del politeama Margherita si distende l’ansa del porto vecchio delimitato a sud dal molo di San Nicola e guardato da nord dal fortino di Sant’Antonio Abate.

Le prime citazioni di quest’ultimo risalgono alla seconda metà del Trecento, quando il nucleo della torre posta a guardia del porto minacciò più volte di rovinare sul fondaco. L’aspetto odierno, oggetto di restauri recenti, risale alla seconda metà del ‘500 quando, insieme all’ampliamento del Castello, Isabella d’Aragona si adoperò affinché la struttura del Fortino riacquistasse il suo aspetto originario.

Il Fortino è dedicato al santo francese protettore degli animali, come ricorda la statua lignea conservata al suo interno: il monaco, giunto in città nel Medioevo, vi portò, oltre alla religiosità della sua regola, anche l’unguento per lenire le sofferenze della pelle conosciute come fuoco di Sant’Antonio e alcuni metodi per la cura degli animali, in particolare dei maiali che in quel periodo costituivano l’unica fonte proteica di alimentazione.

Il vialone di Lungomare Augusto risale al ventennio fascista, con i suoi lampioni di ghisa ed i suoi ampliati argini che, sia a levante che a ponente, permettevano all’acqua di lambire le mura.

All’interno della muraglia si trova Piazza Mercantile, centro politico e luogo di scambi fin dal Medioevo un tempo chiamata anche Piazza Maggiore.

Tra gli edifici delle antiche famiglie baresi che vi si affacciano v’è il Palazzo del Sedile dei Nobili, sede del consiglio cittadino per due secoli a partire dal Seicento. Purtroppo i numerosi rifacimenti ne hanno intaccato lo stile.

A Bari non v’è solo il confronto tra vecchio e nuovo, qui convivono anche l’anima del mare e la vocazione a guardare verso l’entroterra.

La città ha sempre puntato i suoi occhi verso Oriente e per il commercio e per la cultura: basti immaginare le navi che attraccavano ogni giorno nel porto vecchio dopo il viaggio dall’Asia Minore, oppure scendere nella cripta della cattedrale di San Nicola e osservare la mescolanza di capitelli romanici e bizantini magari assistere alle funzioni di rito greco-ortodosso che tuttora vi si celebrano.

La sua costruzione, iniziata nel 1087 per volontà dell’Abate Elia per conservare le Ossa di San Nicola, fu terminata nel 1197. Le spoglie del santo di Mira rappresentano il simbolo dell’unione, sia sacra che profana, tra il mondo latino e quello di Levante.

Sempre percorrendo il Lungomare e poi un breve tratto del Corso Senatore De Tullio giungiamo al Castello Svevo costruito da Federico II su preesistente struttura normanna, di cui conserva la pianta interna e due massicce torri a bugnato. Fu corte fastosa di Isabella d’Aragona e di Bona Sforza, che fecero costruire nel ‘500 i grandi baluardi con torrioni angolari a lancia sul fossato.

Attraversando una viuzza medievale giungiamo alla Cattedrale, ottimo esempio di romanico pugliese del sec. XII.

Altre chiese di interesse storico ed artistico della città vecchia sono: il Chiostro di San Benedetto; San Marco; Sant’ Agostino; la Vallisa; la chiesa del Gesù.

Da ricordare l’Arco delle Meraviglie e la casa di Niccolò Piccinni.

Passiamo nuovamente davanti al castello e da Piazza Isabella d’Aragona, su cui si affaccia l’edificio dell’Intendenza di Finanza, intravediamo Corso Vittorio Veneto, in fondo a cui c’è la Fiera del Levante (oggi divenuto uno dei poli industriali più vitali del meridione d’Italia).

Appena fuori dalla città si può ancora cogliere il dualismo passato/futuro: vi si ritrovano le antichissime testimonianze degli insediamenti ipogei, rappresentati dalle chiese rupestri scavate nel tufo, così come le linee futuriste dello stadio progettato da Renzo Piano.

Vi sono imperdibili masserie sparse su tutto il territorio: un tempo fortificazioni che segnavano e difendevano i confini delle colture con i loro muretti a secco oggi si sono trasformate in luogo d’accoglienza per i viaggiatori che vogliono apprezzare anche profumi e sapori nonché frutti di questo fertile retroterra: grano, olio e negli ultimi decenni anche ottimo vino. Tra mare e continente questa doppia vocazione si rinnova ogni giorno quando sulle tavole si incontrano i frutti del mare (le alici arrancate, il dentice alle olive, i polipetti in casseruola o le orate alla San Nicola) e quelli della terra ( le recchitelle o le chiancarelle, il formaggio pecorino, i piatti di carne e le castagnedde di mandorle).

Un po’ di storia:

Illiri fondatori della città si stanziarono sul piccolo promontorio peninsulare che guarda ad est e protegge l’ansa naturale del porto vecchio: qui, dove la conformazione costiera permetteva di difendersi e di sfruttare il mare per la pesca e la navigazione, sorse un intricata ragnatela di vicoli, stradine ed archi.

La presenza dei Romani risale al periodo in cui Bari assunse il ruolo di municipium e di stazione nella rete viaria istituita in tutta Italia dal sec. III a.C.

La nascita dell’ Impero Romano d’Oriente trasformò Bari in un importante centro del basso Adriatico, porto ideale di attracco per i commerci con l’Asia Minore.

La costa barese

La costa barese, per metà sabbiosa e per metà rocciosa, inizia a sud di Manfredonia e termina a Monopoli, ultima cittadina in provincia di Bari. Partendo da nord, a 10 km a sud di Manfredonia ed esattamente a Zapponeta, la costa è prevalentemente sabbiosa ed è costituita sia da spiagge libere sia da spiagge in concessione, fino a Margherita di Savoia, nota città termale. Qui ci sono sia spiagge libere sia spiagge attrezzate che offrono servizio ristorante, miniclub per i bambini e la sera c'è possibilità di ballare al ritmo di musica latino-americana sulla spiaggia. Poco distante, e proseguendo verso nord, vi sono le spiagge sabbiose di Barletta, città nota per la Disfida; qui vi è la litoranea di ponente, costituita

da circa due chilometri di spiaggia libera, e quella di levante nella quale, invece, troviamo spiagge libere e stabilimenti balneari frequentati sia da famigliesia da comitive di ragazzi; questi ultimi, per tutta la stagione estiva, organizzano giochi in spiaggia come il torneo di beach-volley per ragazzi, il miniclub per il divertimento dei bambini e la musica dance per la gioia dei discotecomani. A Trani e Bisceglie ci sono lunghi tratti sabbiosi che si alternano a molti altri rocciosi; qui il mare diventa più cristallino. A Bisceglie vi è la possibilità di pernottare in albergo o, per gli avventurieri, vi è anche un campeggio ben organizzato. Più a sud, a Molfetta e Giovinazzo, il tratto di costa è prevalentemente roccioso tuttavia vi sono chilometri di costa sabbiosa con stabilimenti balneari, frequentati per lo più da giovani. Arrivati a Bari, c'è la possibilità di scegliere tra un tratto sabbioso dove ci sono vari stabilimenti balneari per famiglie e ragazzi, e un tratto roccioso. A Bari, in particolare, è famosa la spiaggia libera "Pane e pomodoro", meta preferita dei baresi veraci. A sud, esattamente a Torre a Mare e Mola di Bari, la costa è ancora prevalentemente rocciosa, fino all'altezza di Polignano a Mare, dove l'alta scogliera rende il posto incantevole. A Monopoli ci sono scogli bassi e il mare è particolarmente limpido e cristallino; qui c'è un villaggio, in località Capitolo, a circa 5 Km dal centro di Monopoli, dove c'è un bar, un ricco bazar, una discoteca per il divertimento notturno, una sauna e una palestra; vi è, inoltre, la possibilità di giocare a tennis o a tiro con l'arco. Per chi preferisce la costa sabbiosa, c'è a disposizione un servizio navetta che permette di raggiungere una spiaggia attrezzata a circa 2 Km di distanza. Allontanandosi dal barese e quindi avvicinandosi pian piano al brindisino, si giunge a Torre Canne, caratterizzata da spiagge sabbiose dove si ha la possibilità di scegliere tra il villaggio o il camping; proseguendo si arriva ad Ostuni dove la baia è sabbiosa e contornata da scogli; anche qui, ed esattamente ad Ostuni Marina, vi è un hotel che si affaccia direttamente sul mare ed un villaggio, situato a Villanova, a circa 300 metri dalla spiaggia di sabbia dove le attrezzature comprendono piscina, parco giochi, parcheggio custodito ed altro.