GROTTE DI SANTA CROCE (BA)

Bisceglie

 

Il complesso delle grotte di Santa Croce si apre a 120 metri sul livello del mare, sul versante destro della "lama", in contrada Matina degli Staffi, a 7 Km dal centro urbano di Bisceglie. La lama Santa Croce, la più suggestiva tra quelle che solcano il territorio di Bisceglie, più a valle prende il nome di Lama di Macina e sfocia quindi nel mare Adriatico, in corrispondenza di Cala del Pantano. Si tratta di un complesso di formazione carsica. In particolare, durante il ciclo del carsismo antico (inizio Pleistocene), si sviluppò un deflusso idrico sotterraneo, che incise per lungo tempo la formazione geologica dei calcari detritici, determinando la caratterictica sezione a "foro di serratura".

La grotta, infatti, lunga oltre 100 metri, al suo interno è stretta verso l'alto e si allarga progressivamente sino a formare ambienti molto ampi verso il basso. Esternamente dovette esserci un paesaggio da "carso coperto", cioè con vaste foreste e suolo humifero di notevole spessore ed estensione, con seguente deflusso regolare delle acque. L'approfondimento dei percorsi sotterranei si sviluppò in due cicli, con soste e riprese indicate dalle tracce delle eforazioni sovrapposte. Altre tracce di sezione indicano che, pur diversificandosi la portata, non vi furono intervalli particolarmente lunghi nel ciclo erosivo. La fine del ciclo carsicoerosivo sotterraneo fu determinata da movimenti tettonici (neotettonismo isostatico con sollevamento), durante i quali si definì l'escavazione della lama, che in seguito ad una fase trasgressiva del mare, fu interessata dal riempimento alluvionale.Il deposito archeologico è ben conservato nella grotta principale e si prolunga all'esterno ove forma un terrazzamento sul percorso della lama. In esso sono stratificate le tracce della presenza dell'uomo e dell'utilizzazione della grotta, protrattasi non senza interruzioni dal Paleolitico Medio all'Età del Bronzo.