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Il Castello di Copertino, situato a
Nord-Ovest dell'omonima cittadina è sorto in epoca normanna e sveva e venne
completato dagli Angioini nel 1540. Ferdinando D'Aragona, in nome
di Carlo V, cedette il feudo ai Castriota, i quali trasformarono il
castello in fortezza aggiungendo i bastoni esterni su progetto di Evangelista
Menga. Con l'estinzione della famiglia Castriota,la Contea
venne ceduta dal
Viceré di Napoli agli Squrcaifico; quindi per discendenza ai Pinelli,
ai Pignatelli ed infine ai Granito di Belmonte. Il castello è
stato eretto per volontà di Alfonso Castriota, progettato da Evangelista Menga.
Una delle più grandi fortezze pugliesi, ha impianto quadrangolare ai cui
vertici si innestano quattro baluardi a lancia. Nel cortile interno corrono
enormi gallerie di collegamento ai bastioni. Il portale, riccamente decorato
con rosoni e medaglioni ricchi di elementi decorativi che rievocano illustri
personaggi, ed i poderosi bastioni, sono di fattura tipicamente rinascimentale.
La Cappella
di San Marco è interamente affrescata dal
pittore manierista Gianserio
Strafella e, all'interno degli ambienti residenziali cinquecenteschi,
possiamo trovare i resti della cappella, con affreschi del quattrocento,
rinvenuta durante i lavori di restauro.
Rif.tel. 0832.931612
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Il Castello di Otranto
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Il Castello di Otranto è uno
dei vanti della città e di tutta la Puglia. Le sue antiche origini ne
fanno
uno degli edifici più vecchi di Otranto. Fatto costruire da Ferdinando I
d’Aragona tra il 1485 e il 1498, il castello fu ideato da Ciro Ciri con la
consulenza di Francesco di Giorgio Martini. Al tempo in Piazza Castello, luogo
dove si trova l’edificio, si ergevano delle fortificazioni risalenti al periodo
della dominazione sveva con l’aggiunta dei ritocchi operati dai turchi intorno
al 1480. Sotto la giurisdizione aragonese, il castello venne circondato da un
alto fossato e Ciri vi fece aggiungere tre torrioni cilindrici angolari.
Sebbene la pianta del castello sia pentagonale, essa risulta piuttosto
irregolare soprattutto a causa dei successivi rifacimenti risalenti al secolo
XVI. Nel 1578 infatti, sul lato dell’edificio che da sul mare, venne aggiunto
un bastione a lancia con dei baluardi esterni per avvistare l’arrivo di navi e
flotte nemiche. Sul bastione sono incisi gli scudi gentilizi di Antonio da
Mendoza e di Don Pedro da Toledo, allora signori della città, mentre sul
portone d’ingresso è scolpito lo stemma di Carlo V.
Rif.tel.0836.871309
Acaya, un tempo
Segine, è un piccolo villaggio a pochi chilometri da Lecce circondato da una
poderosa cinta muraria di forma quadrangolare, che presenta un'unica apertura
rivolta a mezzogiorno, e da un ampio fossato. Il castello con la sua pianta
trapezoidale sorse per volontà del cavaliere Alfonso d'Acaya intorno al 1506 e
successivamente fu trasferito al figlio Giangiacomo che ne rafforzò le difese
dotando Il castello di baluardi e fossato e, tra l'altro, cambiò il nome del
villaggio da Segine in Acaya. Due torrioni circolari ornati di archetti e
beccatelli dominano gli spigoli posti a Nord-Est e Sud-Ovest; il tutto è
realizzato in pietra leccese di grana molto fine. Nel cortile interno si
affacciano i depositi, le scuderie e la dimora del feudatario; la severa
eleganza di un tempo è stata fortemente devastata dal degrado: le sale
superstiti sono sei; suggestiva è la sala poligonale a nove lati coperta da una
volta a calotta.
Il castello di Lecce occupa la parte centrale
dell'abitato ed è formato da due corpi trapezoidali i irregolari concentrici di
epoche diverse. La parte più esterna fu opera dell'architetto Giangiacomo
D'Acaya e sorse intorno al 1539, quella interna è invece di origine normanna
che, secondo il Ferrari, fu fatta costruire dal Tancredi alla fine del XII
secolo. I bastioni che circondano l'intero Castello sono dotati di due entrate:
una verso la città e l'altra sul fronte opposto, entrambe prottette da un ponte
levatoio. Ogni parte del Castello è ricca di elementi architettonici
decorativi, la sala superiore, grandiosa ed altissima di forma quadrata, ha la
volta sostenuta da colonne addossate ai quattro angoli. Attualmente il Castello
ha mantenuto l'antica struttura, ma richiede immediati interventi di re.
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