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Il castello di Deliceto è
stato costruito durante le dominazioni normanne, e si presenta come una
fortezza di pianta trapezoidale dal piglio austero, le cui strutture difensive
constano di possenti mura e robusti torrioni.Il più antico, a base di forma
quadrata, fu costruito verso la fine dell’ undicesimo secolo per ordine del
feudatario Trastainus, mentre quelli a pianta circolare furono
successivamente aggiunti verso il quattrocento. Nel 1902, il castello fu
dichiarato monumento nazionale, sottoposto ad operazioni di restauro nel 1963
vanificate da un terribile sisma che colpì la zona nel 1980, al punto di
rendere necessario un nuovo intervento che potesse recuperare lo stabile. Si
accede ai locali interni della rocca da un portale posto in prossimità della
torre a pianta quadrata:qui ci si trova subito nel cortile, da cui si può
arrivare agli alloggi della servitù, al piano nobile ed a tutte le altre
strutture interne. Come sempre avviene per tutte le costruzioni di uso
militare, il castello di Deliceto conobbe numerose dinastie di padroni, e dai
possedimenti dei normanni passò poi agli Svevi, agli Angioini ed
agli Aragonesi, i quali apportarono diverse modifiche all’impianto
originale. Una visita a Deliceto potrà essere un’ottima occasione per ammirare
la chiesa parrocchiale locale, costruita durante il barocco ed il limitrofo Convento
della Consolazione, come pure il suggestivo paesino che si sviluppa nei
pressi della rocca.
Rif.tel.0881.723650
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Castello di Vieste
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Il Castello di Vieste è stato
sempre considerato una delle principali roccaforti del Gargano, infatti
la città di Vieste ha vantato fino all’anno 1846 il soprannome di Piazza
d’Armi. Fatta costruire nella seconda metà del sec. XI dal Conte Roberto
Drengot, la costruzione sovrasta il suggestivo quartiere medievale della
città di Vieste. Il castello ha un’architettura a pianta triangolare con tre
bastioni a punta di lancia sui versanti nord, est e ovest. Mentre nella parte
sud, caratterizzata da un panorama suggestivo a picco sul mare, si snodano la
fabbrica, la cappella, una serie di abitazioni e un bastione cinquecentesco.
Nel XII secolo, in seguito alle lotte intestine che si susseguirono tra il
Papato e Federico II, il castello subì gravi danni. Lo stesso Federico, di
ritorno dalla guerra, si preoccupò di rimettere in piedi la costruzione e di
rinforzare le mura della città e la cattedrale. Sebbene resistette alla
devastante carneficina del rais Acmet Pascià, al servizio di Maometto II, e
all’invasione turca del 1554 di Draguth Rais, una parte del castello crollò col
terremoto del 1646. La costruzione non venne più ristrutturata, venne anzi
ulteriormente danneggiata nel 1915 nella guerra con l’Austria e più tardi
dall’incrociatore Helgoland e i caccia Csepel e Tatra.
Rif.tel. 0832.314814
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Il
castello di Lucera
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La fortezza di
Lucera, costruita da Carlo I D'Angiò tra il 1269 e il 1283, sorge sull'antica
Acropoli romana di Monte Albano, è costituita da una cinta muraria a pianta
pentagonale irregolare che include i resti del palazzo costruito da Federico
II.
Dalle mura
sporgono quindici torri a pianta quadrilatera, due circolari denominate del
Leone e della Leonessa, nonché sette torri pentagonali
collocate sul limite della sponda interna del fossato al di sopra di un
basamento a scarpa. I primi lavori videro la realizzazione del perimetro
difensivo costituito dalle cortine e dalle torri.
I lavori videro
l'opera di due architetti, il primo di nazionalità francese tal Pietro
d'Angicourt che fu affiancato successivamente dall'italiano Riccardo da Foggia;
infatti l'opera dei due architetti è riscontrabile nelle loro realizzazioni in
quanto il Tomaiuoli individua nelle torri circolari la stessa tipologia del
mastio di Coucy per la particolare disposizione del coronamento aureo. Lo stile
di Riccardo da Foggia è ben riconoscibile nelle torri poligonali che sono della
medesima tipologia realizzata nel castello di Melfi ad opera dello stesso
Riccardo.
Nell'angolo di
nord-est sono presenti i ruderi del palazzo fatto costruire da Federico II nel
1233, visto in lontananza il palazzo dava l'impressione di un grande mastio
quadrangolare che emergeva da un enorme zoccolo assumendo nella parte superiore
la forma di un tronco di piramide. Federico II
realizzò numerose opere i cui resti sono tutt'ora visibili all'interno della
cerchia muraria tra questi gli alloggi dei soldati, la cappella, la grande
cisterna di raccolta dell'acqua, la zecca. La fortezza venne
gravemente danneggiata da un terremoto nel 1456 e
nel '700 avvenne la
spoliazione del palazzo imperiale. Quel che resta della fortezza è oggi oggetto
di restauro.
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Il castello di Manfredonia |
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Il nucleo più
antico del castello di Manfredonia, che sorge nel centro abitato e rivolto
verso il mare, fu costruito ad opera di Manfredi di Svevia intorno al 1256; è
costituito da locali chiusi da muraglie nelle quali si aprono le porte di
comunicazione verso l'esterno.
Più tardi gli
Angioini munirono questo primo nucleo di una bastionatura esterna oltre che una
fortificazione interna parallela alla prima, infine il castello fu isolato da
un profondo fossato permettendone così l'accesso solo tramite un ponte levatoio
posto presso il torrione circolare di Nord-Ovest.
Con gli Aragonesi
si ha l'apliamento del castello con l'introduzione di tre torri, due di forma
cilindrica, poste rispettivamente a Sud-Ovest e a Nord-Est, ed una terza
quadrangolare, munite di strutture difensive contro l'artiglieria.
L'ultima
realizzazione, che ha dato al castello la struttura attuale, è la costruzione
da parte dei francesi, dopo l'assedio di Lautrec del 1528, del puntone
pentagonale rivolto verso l'abitato, detto "dell'Annunziata".
L'assedio da
parte dei Turchi, avuto luogo un secolo dopo, mise in evidenza la debolezza del
castello come fortezza.
Nel XIX secolo il
castello passò dal Reale Genio Militare al Comune di Manfredonia e più tardi
all'Orfanotrofio Militare di Napoli; quest'ultimo dispose dei lavori per
ricavarne delle abitazioni.
Solo nel 1901
ritornò al comune di Manfredonia che lo donò, nel 1968, allo Stato con
l'impegno di allestire nelle sale interne il Museo Archeologico per la
conservazione e la valorizzazione di preziosi reperti quali le steli daunie,
lastre lavorate di pietra calcarea, testimonianza della civiltà dauna risalenti
al periodo tra il VII e il VI secolo, rinvenute nella zona archeologica
circostante.
Oggi il
castello rappresenta uno dei beni culturali più importanti della città.
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