CASTELLI IN PROVINCIA DI BRINDISI

 

                                                                       Castello di Dentice di Frasso

 

Costruito sotto la dominazione normanna, il Castello di Dentice di Frasso veniva utilizzato dagli  abitanti della vicina cittadina di San Vito per ripararsi dalle violente incursioni dei predoni turchi,  che aggredivano le coste alla ricerca di bottino. La parte principale della struttura è costituita dalla  Torre, edificio fortificato di tre piani edificato per volontà del principe Boemondo del Balzo durante  il conflitto con il fratello Ruggero. La fortezza fu castello feudale di proprietà delle varie famiglie  nobili che dominarono la zona, divenne infine la residenza dell’Ammiraglio Alfredo Dentice di  Frasso, che lo valorizzò dotandolo di un orto botanico. Nel 1906 si iniziò poi un’opera di restauro,  la cui supervisione fu affidata all’ingegnere MarsKzeck, che fece in modo di riportare l’edificio ai  fasti dell’antico splendore, concludendo i lavori nel 1914. Secondo quanto risulta dai documenti  storici, pare che nel castello abitassero circa cinquanta persone tra cui i proprietari e gli uomini  della corte; vi vennero in visita molti uomini illustri, tra cui Vittorio Emanuele III, fermatosi per una  sosta mentre si dirigeva in Grecia. I proprietari della magione, discendenti della nobile famiglia dei  Dentice di Frasso hanno ricavato dalla struttura un bed and breakfast davvero esclusivo, in cui gli  ospiti avranno l’occasione di passare una vacanza davvero unica, nei locali di una delle rocche  più belle della penisola.

                                                                            Rif.tel.0831.562126

 

                                                                    Il castello di Oria

 

 Il nucleo più antico del castello, appartenente probabilmente al primo periodo della dominazione  sveva, è costituito da un massiccio torrione quadrangolare.

 Quando Federico II nel 1222 si recò a Brindisi intraprese un giro ispettivo per verificare l'eventuale  potenziamento e fortificazione di alcuni punti strategici dei suoi possedimenti.
 Oria apparve subito come un centro di notevole interesse e per poter costruire il castello sul colle  che dominava la zona, Federico II chiese ed ottenne l'autorizzazione a demolire la chiesa dei Santi  Crisante e Daria, fatta erigere dal vescovo Teodosio nell'880. Di quella chiesa esiste tuttora  l'ipogeo nel cortile del castello.
 Il castello di Oria fu spesso dimora di Federico.Il castello subì notevoli danni durante gli assedi di  Manfredi di Svevia, nel 1254, e del generale Giacomo Caldora nel 1433 al soldo della regina  Giovanna II.Il castello ritrovò il suo splendore ad opera del principe Giovanni Orsino nel 1440,

 inconcomitanza delle nozze di Isabella Chiaromonte col principe Ferdinando d'Aragona.

 Dopo  numerosi passaggi il castello venne ceduto dal regio fisco alla badessa delle monache  benedettine Elena Martini; ritornato al fisco con la soppressione degli ordini religiosi, fu ceduto  all'avvocato Martini Carissimo nel 1933 in cambio del palazzo di famiglia che divenne

 sede del  municipio.
 Da allora il castello è affidato alle cure della famiglia Martini Carissimo.

 

                                                                     Il castello di Brindisi

 

 Il castello di Brindisi è probabilmente quello che ha avuto vita più lunga in terra di Puglia.

 Edificato da Federico II sui resti di un nucleo Normanno è stato utilizzato come austero palazzo i  imperiale, nucleo difensivo e successivamente, fino agli inizi del '900, come prigione; oggi ospita  gli uffici del Dipartimento Marittimo. Il nucleo federiciano è costituito da un'altissima piazzaforte di  forma quadrangolare dotata di imponenti torrioni angolari e circondata a terra da un profondo  fossato. Situato in posizione strategica, dal castello di Brindisi partì la sesta crociata, il 15 agosto  del 1227, con una flotta di 50 navi. Il 17 marzo dell'anno seguente Federico entrò in Gerusalemme  dove il giorno seguente si fece incoronare; il 10 giugno dello stesso anno rientrò a Brindisi.

 Nel castello di Brindisi Federico celebrò le sue seconde nozze con Iolanda di Brienne, di appena  13 anni. Anche gli Angioini riconobbero un ruolo strategico al castello di Brindisi e nel 1268  iniziarono i lavori di potenziamento del nucleo federiciano e delle difese del porto; fecero inoltre  edificare il primo nucleo del cosiddetto castello rosso sull'isola di fronte all'imboccatura del porto.  Ulteriori lavori di rafforzamento vennero realizzati da Carlo II d'Angiò che fece edificare due torri  con funzioni di sbarramento all'ingresso del porto e a partire dal 1488, con gli Aragonesi, venne  costruito l'antemurale che circondava tutta la parte a terra del castello; vennero anche innalzati  quattro torrioni circolari al fine di garantire una adeguata difesa della cortina. Ulteriori opere di  fortificazione vennero realizzate da Ferdinando I, tra queste ricordiamo il bastione di San Filippo  ed un bastione triangolare che protendeva verso il mare. Altri interventi di rafforzamento furono  realizzati da Alfonso II, Carlo V ed infine da Gioacchino Murat che, nel 1810, dispose che Il castello  di Brindisi venisse definitivamente trasformato in penitenziario.